Pannello solare termico fai da te a soli 5 euro o poco più

Volete realizzare artigianalmente a costo minimo e soprattutto a impatto ambientale praticamente nullo un dispositivo atto alla conversione della radiazione solare in energia termica?
Bene, allora vi consiglio di leggere con attenzione l'iter, sotto riportato, che passo dopo passo, porta alla realizzazione di un vero e proprio pannello solare termico.
Premetto che non ho realizzato personalmente il pannello solare, quindi non ne posso constatare l'effettivo e corretto funzionamento!

Materiali utili:
  • acqua;
  • una lastra abbastanza resistente possibilmente metallica (che fungerà da impalcatura);
  • carta allumino adoperata in cucina;
  • fascette di legno di opportune dimensioni per fare la cornice del pannello;
  • una lastra di plexiglass o vetro (grande quanto la lastra) per ricoprire il tutto;
  • una griglia di un frigorifero (come sotto riportato);
  • colla al silicone;
  • nastro adesivo;
  • viti;
  • pompa di plastica dello stesso spessore della serpentina.
Griglia a serpentina

Il circuito a serpentina di un frigorifero rappresenta la componente principale del sistema in quanto sede principale di conversione di energia solare in energia termica; è qui in fatti che l'acqua viene scaldata.
Ovviamente, più lunga sarà la serpentina esposta al sole e più acqua riusciremo a riscaldare.
La griglia è sorretta da un pannello sottostante abbastanza resistente e giace su un telaio in legno, le cui pareti, opportunamente adeguate alle dimensioni della stessa, fanno da cornice all'impalcatura.

Scheletro telaio - griglia

Una volta che anche il telaio in legno è stato realizzato, mettere la pellicola in alluminio tra la lastra basale e la griglia. Il foglio in alluminio funge da specchio e se da un lato preserva da un eccessivo riscaldamneto il fondo del pannello, dall'altro serve per far aumentare la quantità di energia che riceverà il sistema idrico.

Foglio in alluminio

Utilizzare a questo punto del semplice nastro adesivo per fissare in maniera ottimale l'assorbitore al telaio, per garantire una perfetta aderenza tra alluminio e telaio, per riempire buchi e prevenire quindi tutte le eventuali infiltrazioni d'aria: più calore rimane all'interno del sistema e più efficiente sarà la conversione di energia solare in energia termica.

Non dimenticare di fare dei fori sul telaio in legno che consentiranno il passaggio dei tubicini di plastica attraverso esso.

Particolare che mostra telaio forato per passaggio tubi

Come copertura del pannello usare una lastra di plexiglass o di vetro da 4 mm. Il vetro è preferibile, per pannelli non troppo grandi, grazie alla più facile reperibilità e al maggior potere di trasmissione della luce, ma è ovviamente più fragile e potenzialmentente pericoloso in caso di rottura. La lastra trasparente verrà fisssata alla struttura in legno con della colla al silicone sigillante, per evitare che possa entrare acqua all'interno del pannello.

Dispositivo ultimato

Qui la spiegazione su come autocostruire un pannello solare termico. Qui spunto notizia.

(Via| wikistrike)

scritto da Gianpaolo Artale @ 17:01, ,





Il viaggio di nino il neutrino

Viaggio Sole - Terra, la cui distanza media si aggira intorno ai 150 milioni di Km (149.597.870,691 km) , ossia 1 Unità Astronomica: questa la divertente spedizione che deve affrontare nino il neutrino nel divertente cartone che mostra come i neutrini, particelle prive di carica elettrica, interagiscono debolmente muovendosi attraverso la materia.
Nino assieme ad altri neutrini, e altre numerose particelle dotate di carica elettrica, sono il frutto delle reazioni di fusione termonucleare che avvengono nel nucleo del Sole; ma come vedremo, solo nino e i suoi simili riusciranno a propagarsi in qualsiasi mezzo, mentre le particelle dotate di carica elettrica...



Visita anche i laboratori virtuali dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso.


scritto da Gianpaolo Artale @ 16:41, ,





Mars Science Laboratory alias Curiosity

Dopo Spirit, robot lanciato su Marte il 10 Giugno 2003 e atterrato sul pianeta rosso il 4 Gennaio 2004, per espolare e fotografare il pianeta insieme al gemello Opportunity, approdato su Marte circa tre settimane dopo e tuttora attivo, la Nasa lancerà a fine anno una sonda denominata rover “Curiosity” che atterrerà nel cratere di Gale su Marte.
Nel Maggio del 2009 Spirit, robot alimentato a pannelli solari, rimase arenato in una collina di sabbia soffice: dal 22 Marzo 2010 smise di rispondere ai segnali radio.
Per Novembre 2011 è previsto il lancio di “Mars Science Laboratory“, detto anche “Curiosity“, un nuovo robot che con molta probabilità dovrebbe atterrare su Marte nei primi mesi del 2012.
Scopo della missione è quello di stabilire e di ricercare tracce di specie microscopiche riconducibili alla presenza d'acqua nel suolo e sottosuolo marziano.
Ecco un'animazione che mostra Curiosoty dal momento del lancio fino alle operazioni pratiche che il nuovo robot effettuerà sul pianeta rosso.



Grazie al suo equipaggiamento tecnologico, Curiosity fornirà informazioni precise concernenti le condizioni ambientali e quindi le diverse varietà di specie correlate alle condizioni di abitabilita' del pianeta rosso in passato.

scritto da Gianpaolo Artale @ 13:25, ,





Metano artefice dell'estinzione di massa nel Triassico?

Le estinzioni di massa che hanno devastato la Terra, circa 201,4 milioni di anni fa. sarebbero stato frutto del rilascio di grandi quantità di metano nell’atmosfera, conseguente all’innalzamento delle temperature oceaniche: questo il risultato di un gruppo di ricercatori coordinati da Micha Ruhl della Utrecht University, nei Paesi Bassi e pubblicato nel numero Science di luglio.

Mastodonsaurus and Rhynchosauria (da:ars technica)

Nel caso in cui il riscaldamento globale provocasse il rilascio del metano presente oggi nei fondali marini, ci sarebbe la possibilità che la storia possa ripetersi. Secondo Ruhl “se dovesse succedere qualcosa di simile, il cambiamento climatico accelererebbe in modo radicale.
Ovviamnete si tratta solo di ipotesi e molti dovranno ancora essere gli studi per dimostrare con certezza cosa provocò la più grande moria della storia della Terra e capire se ciò che è successo, circa 200 milioni di anni fa, potrebbe ripetersi nuovamente.

(Via| treehugger)

scritto da Gianpaolo Artale @ 14:57, ,





Nuova mappa del fondale marino

Preparatevi a fare un tuffo in fondo al mare senza la normale attrezzatura subacquea, rimanendo comodamente seduti sulla vostra poltrona: Google Earth ed esperti oceanografi della Columbia University's Lamont-Doherty Earth Observatory, hanno voluto onorare il World Oceans Day, realizzando una mappa, ancora più dettagliata rispetto al passato, del fondale marino.
Quest'ultimissima carta oceanografica permette di visualizzare, in maniera più minuziosa, il pavimento oceanico in tutte le sue sfaccettature, forme e irregolarità, con particolare attenzione a zone geologicamente attive e quindi potenzialmente generatrici di terremoti sottomarini e conseguenti tsunami come il maestoso Hudson Canyon al largo di New York City, il Wini Seamount vicino alle Hawaii, e la "frattura" del Mendocino, al largo della costa del Pacifico degli Stati Uniti, dove la placca Juan de Fuca scivola verso il Nord America occidentale.

Buona immersione..



Gli improvvisati sub possono utilizzare il "ground level view" funzione di Google Earth, che permette di fare un tour proprio a livello del pavimento oceanico. Per scoprire le nuove aree in maniera più dettagliata, gli utenti possono scaricare un plug-in, Columbia Ocean Terrain Synthesis.

Date anche un'occhiata al video sottostante, frutto di anni di lavoro e ricerche sul campo da parte dello scienziato oceanografo Vicki Ferrini e colleghi della Columbia University's Lamont-Doherty Earth Observatory.



(Via| treehugger)

scritto da Gianpaolo Artale @ 13:44, ,





Sole di mezzanotte in Norvegia

Nella Norvegia del nord, in estate il sole non tramonta mai, facendo confondere il giorno e la notte.
Terje Sorgjerd, fotografo norvegese, ha realizzato in un intervallo temporale che va dal 29 Aprile all'11 Maggio 2011, nelle isole Lofoten in Norvegia, uno spettacolare video che mostra, in sequenza velocizzata (time lapse), la meraviglia di uno dei fenomeni più misteriosi del nostro pianeta: il sole di mezzanotte.
Le Lofoten sono un arcipelago occidentale situato nell’oceano Atlantico, a nord del Circolo Polare Artico. Grazie alla calda Corrente del Golfo, godono di un clima molto più mite rispetto ad altre parti del mondo che si trovano alla stessa latitudine, come l’Alaska e la Groenlandia. Il clima costiero delle Lofoten rende gli inverni miti e le estati relativamente fresche.
La natura è qui ancora incontaminata, spettacolare e protagonista. Il suo nord offre un paesaggio che quasi ricorda l'era glaciale, con spettacolari colline di boschi e valli, una lunga linea costiera di fiordi, isole, montagne e cascate. Un patrimonio incredibile, a cui si aggiungono i fenomeni più spettacolari del nostro pianeta: il sole di mezzanotte e le notti polari.
Sono ambedue dei noti fenomeni naturali: il primo si verifica nei mesi estivi a latitudine nord e nelle vicinanze del Circolo Polare Artico, con il sole che rimane visibile alla mezzanotte locale. Dal momento che l'asse della Terra è inclinato rispetto all'eclittica di circa 23 gradi 27 primi, il sole, in estate, non tramonta alle alte latitudini. In pratica, siamo di fronte ad un interminabile tramonto, con la differenza che la palla infuocata non scende mai al di sotto dell'orizzonte! Dato il bel tempo, il sole è visibile per un continuo di 24 ore.
Il fenomeno opposto al sole di mezzanotte è quello delle cosiddette Notti Polari, che hanno luogo durante l'inverno. La notte dura infatti 24 ore! Per la precisione, nelle regioni che si trovano ai confini del circolo polare, le stesse che fanno esperienza del sole di mezzanotte, non esiste un buio completo per un tempo così lungo, bensì una sorta di periodo crepuscolare e non di notte piena.
The Artic Light, questo il nome del video raprresentante il fenomeno naturale noto come "Sole di Mezzanotte".



(Via|Treehugger)

scritto da Gianpaolo Artale @ 11:41, ,





The Chase Film da Intel

Spot tanto fantasioso quanto originale quello realizzato da Intel per sponsorizzare i suoi nuovi processori Core i5, che mostra, attraverso il susseguirsi di azioni, rigorosamente ottenute mediante l'ausilio dei più comuni software e social network (Facebook, Youtube, Messenger, Google maps, Flickr, scene da videogame..), inseguimenti e peripezie varie subite da una donna, con in possesso un importante plico, che si trova costretta a fuggire da due malintenzionati disposti a tutto pur di impossessarsi del considerevole fascicolo.

Buona visione.



(Via| A Welsh View)

scritto da Gianpaolo Artale @ 22:08, ,